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II Tappa - Avventura in Australia
Written by: Matteo

Description:
Uluru National Park e Ayers Rock, il cuore rosso dell'Australia lo abbiamo voluto percorrere a piedi: col trekking Larapinta Trail attraverso il deserto.

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Scritto da Matteo

Ringraziamo il nostro amico Scott, senza il quale questo viaggio non sarebbe stato così bello; ringraziamo Marthy e tutti i ragazzi della casa di Coogee a Sydney per la simpaticissima ospitalità. Ringraziamo quindi la Malaysian Airlines, il calzaturificio Crispi, e la Ferrino per l'aiuto fornitoci nell'organizzazione del viaggio.
Ferrino Malaysian Airlines Crispi

Clicca per ingrandireDal verde Queensland raggiungiamo il cuore desertico dell'Australia. La città migliore per esplorare quest'area dall'aspetto un po' marziano è Alice Springs; trovarla sulla carta è facile: è proprio al centro, il punto più lontano dal mare di tutta l'Australia. Perché “un po' marziano”? Perché la terra è rossa, i tronchi d'albero sono bianchi, i fiumi sono di sabbia gialla e tutti gli animali saltano invece di camminare... vi basta per giustificare il “marziano”?

Dromedari, aborigeni e cammellieri afghani

La storia della conquista del cuore rosso di questo continente da parte dell'uomo occidentale è qualcosa di molto recente: all'inizio del 900 ancora pochi esploratori avevano percorso questi territori così vasti ed aridi, e non esisteva nessun centro abitato stabile. Per ovviare a questo, il governo fece immigrare 3000 cammellieri con i loro dromedari dall'Afghanistan e vennero costituite delle carovane in grado di attraversare il deserto.

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La stazione telegrafica di Alice Springs entra in azione nel 1917 (quando qui infuriava la Prima Guerra Mondiale) e collega per la prima volta l'Australia all'India ed all'Europa, ponendo fine al suo isolamento.
Negli anni '30 arriva la ferrovia, che si chiama “The Ghan” in ricordo dei cammellieri (da “Afghan”), e Alice Springs passa da stazione telegrafica a “capitale del deserto”.
Ma che ne è stato dei dromedari?
Non si sa con esattezza il numero, ma si stima che siano quasi 5 milioni i dromedari rinselvatichiti che gironzolano per i deserti australiani, ma, a differenza di conigli e volpi che sono un problema enorme, pare che i dromedari non siano di nessun danno all'ecosistema.
Alcuni colleghi meno fortunati vivono nei ranch che organizzano escursioni su cammelli per turisti (se parlate con le guide vi diranno “Si, lo sappiamo che sono dromedari, ma noi qui in Australia li chiamiamo cammelli e basta!”).
E gli aborigeni?
Quando gli inglesi colonizzarono le coste del continente gli aborigeni che ci vivevano furono completamente sterminati. Mentre il cuore impervio dell'Australia difese le tribù del deserto. Quando il mondo occidentale giunse anche qui la mentalità era già un po' cambiata e l'opinione pubblica non era più disposta ad accettare stermini indiscriminati...
Oggi lo stato Northern Territories ha restituito alle popolazioni indigene circa un terzo della propria superficie, dimostrando una sensibilità ed una buona volontà non indifferente.

Uluru National Park (Ayers Rock).

Clicca per ingrandireAppena arrivati in città partiamo per l'Uluru National Park, quello dove si trova il monolito rosso di Ayers Rock, in corriera (grave errore economico e strategico, vedi nei suggerimenti).
Clicca per ingrandireL'area del parco fa parte dei territori restituiti agli aborigeni, con l'unico vincolo di permettere ai turisti la visita delle sue meraviglie naturali. Tutta l'area è trattata con immenso rispetto: vicino alla montagna non c'è nulla salvo la strada e qualche cartello (nemmeno un chioschetto!), mentre le infrastrutture turistiche (alberghi, campeggio, alimentari, ristoranti ecc.) si trovano raggruppate in una specie di villaggio del turismo a circa 20 Km da Ayers Rock.
La corriera ci lascia al campeggio, montiamo la tenda e prendiamo un piccolo autobus che ci porta davanti all'immenso monolite.
Con Maurilio avevamo discusso a lungo se fosse giusto salire in cima ad Ayers Rock (quando ti ricapita una simile possibilità?) o non salirci (gli aborigeni chiedono di non farlo in rispetto dell'area sacra), ma, arrivati sul posto il problema non si è posto: la salita era chiusa causa temperatura sopra i 40°.
Percorriamo il sentiero che in circa 10 Km gira tutt'intorno alla montagna. Che voi ci saliate o no, questo sentiero vi consiglio farlo comunque: in un paio d'ore la roccia cambia dal marrone scuro delle parti in ombra all'arancio infuocato dal sole, si vedono canyon marziani, pozze d'acqua incredibili... Ma forse è meglio che vi metta un po' di foto, anche se certo non rendono la maestosità dello starci in mezzo...

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Clicca per ingrandire Il giorno successivo prediamo il minibus per le Olga Mountains: si tratta di un altro complesso roccioso tipo Ayers Rock, ma composto da diversi massi anziché da uno soltanto. Le montagne distano 70 Km dal campeggio.

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Dei due sentieri attrezzati per la visita (anche questa è un'area sacra e non si può andare a zonzo come piace a noi) quello corto non vale nulla, mentre quello più lungo, ad anello, percorre molte vallate interne ed è bellissimo. Anche in questo caso preferisco mostrarvi un po' di foto piuttosto che lanciarmi in funamboliche descrizioni.

Consigli pratici:

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Arrivo ad Alice Springs.

Come vi dicevo, Alice Springs è stata la nostra base di esplorazione del deserto. La città è piena di ostelli e backpakers, ma noi avevamo la tenda e cercavamo un campeggio!
Chiedendo all'ufficio turistico ci forniscono una mappa di tutti i campeggi, tutti molto lontani dal centro. Proviamo ad insistere per qualcosa in città e ci viene detto: “Beh, ci sarebbe l'Intown Campground, non è proprio un vero campeggio, non c'è la piscina, è piccolo, molto piccolo, è proprio piccolo, ma sta in centro...”. Zaini in spalla ci avviamo verso questo luogo misterioso...

Clicca per ingrandire Clicca per ingrandire L'Intown Campground è un posto buffissimo: un francese fricchettone, Ismael, stanco del freddo della Bretagna si è trasferito qui, ha preso una casa con giardino e l'ha trasformata in campeggio, con tanto di amaca e barbecue. Quando si arriva normalmente non c'è nessuno, ma un cartello ti invita a piantare la tenda dove ti pare e suggerisce i locali più economici per collegarsi a Internet, lavare i panni, bere birra ecc.
La gente che frequenta questo posto è particolare come il posto stesso: c'era un naturalista che studiava gli incendi nelle steppe desertiche, una olandese che stava facendo il giro dell'Australia in macchina da 5 mesi, una infermiera tedesca di 23 anni che viaggiava in autostop (da quasi un anno), una ragazza australiana che stava trascorrendo lì l'ultima settimana di vacanze dopo 18 mesi passati a zonzo fra America ed Europa... e poi c'eravamo noi, col nostro viaggio avventuroso, ma che quasi ci vergognavamo a dire che stavamo solo un mese!

Consigli pratici e cosa vedere ad Alice Springs:

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