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Itinerario in solitaria in Val d'Aosta
Written by: Giancarlo Nonis

Description:
Quello che propongo è un itinerario per chi viaggia da solo...

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Care amiche/i del Vagabondo, quello che propongo è un itinerario per chi viaggia da solo.
Fine giugno di quest'anno, monto la tenda in val Veny nella valle d'Aosta al campeggio Aguile Noire mt 1620, alberi, bar, ristorante e negozio di alimentari, il primo giorno vado su sino al lago del ghiacciaio Miage 4 km per allenare le gambe.
Purtroppo il laghetto formato dallo scioglimento dei ghiacci e da una alta morena a fare da diga è praticamente diviso in due da un gigantesco distacco del fronte sinistro, (l'avevo visto anni fa) il che non permette più di ammirare la caduta dei massi o per i più fortunati anche di lame di ghiaccio che navigavano dopo il tonfo (pericolo tsunami) come piccoli, si fa per dire, iceberg.
In compenso chi vuole rischiare, può camminare sulla frana che fa da seconda diga.
Il giorno dopo partenza alle 9, dopo aver bevuto il mio inseparabile karkadè con marmellata e pane cifraxiu di mio cognato che profuma di vecchio forno (e resta fresco per 15 giorni), vado con l'auto sino alla sbarra al plan de Lognan, qui iniziano alcune ripide rampe, ma la strada è asfaltata sino al pont Combal a mt 1957. devo arrivare al col de la Seigne a mt 2512, tempo occorrente: ore 2.15.
Si prosegue sul lato sinistro del lago Combal, una grande marcita alimentata da ruscelli creata dai Savoia per difendere il confine con la Francia. da quì si prosegue in orizzontale fino a delle rampe che portano a destra al rifugio Elisabetta mt 2197. Al bivio è meglio rifornirsi nell'unica presa d'acqua sicura.
Cammino per mezzora in questa valle circondata da declivi arrontondati e con vari itinerari che vanno a sinistra verso il col de Chavannes e la vallee de la Thuile, incontro parecchie marmotte, molto socievoli, a questo punto il sentiero che sto percorrendo è il TMB o Tour du Mont blanc. Dopo un ripido pendio passo affianco alla ricostruzione del ex Ricovero Gueddoz, merita salire al colle attraversando il grande nevaio di meno di un chilometro, ma occorrono scarpe adatte: ho visto persone disperate per la neve, anche se è giugno può fare freddo all'improvviso e avere le scarpe inzuppate d'acqua fredda può essere pericoloso.

Eccomi arrivato c'è una marea di gente che sale dalla Francia, giapponesi in guanti bianchi, catalani di Valencia, un inglese mi chiede (con i Mondiali in corso) "cosa ha fatto l'Inghilterra", gli rispondo che l'Italia ha vinto già le finali, ci resta male, poveretto. Il panorama della foto daà alle mie spalle la valle sino alla morena del Miage, il ritorno è una bella passeggiata e mi preparo una nutriente pasta alla carbonara giù al campeggio. A si biri in paris e in paxi Giancarlo

Written by:
Giancarlo Nonis

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