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Ruta Maya - Belize e Yucatan
Written by: Sarita

Description:
Ruta Maya, ultimo tratto, Belize e Yucatan

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Sabato 26: El Remate - Tikal – Belize City – Cayo Caulker
Quindi la frontiera (di nuovo storie per avere la mordida, di nuovo non la paghiamo), le campagne beliziane (poco prima di arrivare a Belize city la strada attraversa uno stranissimo cimitero, preparate le macchine fotografiche!) e la corsa fino al porto. Salutiamo Walter e facciamo la fila per la lancia pubblica (fate il biglietto a/r che costa meno, 15 USD invece di 20).
Non dormite a Belize City, non sembra una città molto attraente.

Cayo Caulker è molto carino, ma certo sta diventando sempre più turistico. Credo che fra qualche anno ci converrà trovare un'altra soluzione.
Prima di andare a dormire stazioniamo un po' sulla spiaggia... del cimitero! Anche qui ce n'è uno bellissimo, in riva al mare. Queste genti hanno con la morte un rapporto molto sereno.

Cayo caulker
Tom's HotelSulla spiaggia, dopo il cimiteroBuono, pulito. Il massimo che potevamo permetterci.
Ristorante cineseStrada principale.Lo so, il ristorante cinese qui è una tristezza. Ma se volete mangiare e avete finito i soldi... Buono ed economico.
Ristorante Pasta RastaSulla via principale, lato spiaggiaCarissimo!!! Da evitare.
I & I barStrada che parte dal cimitero.Cocktail bar. Grazioso ma bevete solo birra. Fanno dei cocktail terribili. Molto caro.
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Domenica 27: Cayo Caulker (barriera corallina)
Il tempo è stupendo ed andiamo al mare. Sul lato nord dell'isola c'è l'unica spiaggia, un posticino simpatico con annesso baretto e musica reggae.
Nel pomeriggio invece andiamo a fare snorkelling sulla barriera corallina. Ci vogliono circa tre ore. Ci porta Ricardo, della Ricardo's Adventure tours (sulla via principale, non lontano dall'imbarco della lancia). Potete anche andare con il suo socio Johnny della Johnny's tours (tel. 022-2070 e 022-2149, e-mail johnnys_tours@hotmail.com). Veramente bellissimo: nuotiamo in mezzo a squaletti e razze.


Lunedì 28: Cayo Caulker – Belize City - Chetumal – Felipe Carrillo (notte in viaggio).
All'una riprendiamo la lancia per Belize city. Ci vengono a prendere direttamente sul pontile del Tom's hotel (basta avvertirli prima). Ci hanno detto che la corriera per Chetumal parte alle 15, in realtà è stata soppressa e ci tocca aspettare la successiva, quella delle 17.
Prima di arrivare al terminal di Chetumal non siamo riusciti a sapere se esiste un bus notturno che ci porti a Valladolid. Tutti ci dicono cose diverse, secondo la teoria (veritiera, in effetti) della mentira mexicana, per cui se non sai come dare un'informazione a chi ti è simpatico e vuoi aiutarlo lo stesso... te la inventi. Il bus alla fine non c'è, ma poco male: ceniamo alla tavola calda del terminal (al piano superiore, buona ed economica) e prendiamo il bus di mezzanotte che più ci avvicina alla nostra meta. Alle 2 e mezza di notte siamo a Felipe Carrillo Puerto, che dista solo 2 ore da Valladolid. Dormiamo un po' sulle panche e alle 5 vado nella zona del mercato a cercare un combi. So che a quell'ora iniziano a lavorare. Infatti lo trovo subito. Ci porta a Valladolid per 50 pesos a testa. Il Mexico non cessa mai di stupirmi: è impossibile rimanere bloccati, c'è sempre qualcuno che ti porta da qualche parte per pochi pesos.


Martedì 29 : Felipe Carrillo Puerto – Valladolid – Chichen Itza – Valladolid.
Arriviamo a Valladolid alle 7 del mattino e ci facciamo portare all'albergo. Dormiamo qualche ora e poi siamo di nuovo pronti per visitare questa graziosissima cittadina. Dato che Michela è in overdose da siti archeologici rimango con lei in città e non vado con gli altri 4 a Chichen Itza (che ho già visto l'anno scorso). Li mettiamo su un combi che per 20 pesos li porta al sito (un'ora di viaggio).
Chichen Itza è famoso per El Castillo, la piramide dove si illumina il dio serpente nel giorno dell'equinozio. Si può anche entrare dentro. Si soffre un po' di claustrofobia a causa del passaggio stretto e della mancanza d'aria ma è strano trovarsi dentro una piramide, dopo tre settimane che ci saliamo sopra.
L'entrata al sito costa cara rispetto agli altri siti messicani, 87 pesos. Il sito è organizzato bene, all'interno c'è anche la biglietteria delle autolinee, dove prenotare il ritorno. Però non vi venga in mente di andare al bar (carissimissimo, un hot dog circa 5 UDS!); se vi viene fame cercate un chioschetto dove mangiano solo messicani, uscendo dal sito sulla destra. Lo gestisce una signora molto educata e pulita che cucina benissimo! Ci si può anche sedere. L'anno scorso ci avevo mangiato delle quesadillas e dei tacos buonissimi. Il mercatino dell'artigianato fuori dal sito invece ha prezzi sorprendentemente bassi.

valladolid
Hotel ZaciTel. 98562167Calle 44 (tra la 37 e la 39) n. 191Ottimo. Piscina.
Bazar municipal.Zocalo (lato opposto a quello della catedral), accanto all'hotel El Meson del Marquez.Buoni ed economici. Noi siamo sempre andati a mangiare lì. Il migliore, secondo noi, è il Sergio's pizza.
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Mercoledì 30: Valladolid – Cenote Dzitnup – Valladolid - Chiquilà – Isla Holbox
La mattina andiamo a visitare uno dei tre cenotes sotterranei che sono qui a Valladolid. Scegliamo il cenote Dzitnup perché pare sia il più bello. Per andarci basta recarsi alla fermata dei taxi in calle 39 e contrattarne uno. Il nostro per 100 pesos totali ci ha portato al cenote (che è appena fuori la città), ci ha aspettato e poi ci ha riportato indietro. Per entrare al cenote si pagano 20 pesos. Dentro si fa il bagno in un'acqua dolce limpidissima, popolata da pesci scuri che si dice siano privi di occhi. La grotta è molto alta, con un foro al centro. Dall'alto pendono stalattiti e radici di albero. Veramente molto bello.
Dopo pranzo è prevista la partenza per Chiquilà. Avevo letto su diverse guide che da Valladolid c'è un autobus al giorno per Chiquilà, alle 14:30. Non è vero, in realtà parte alle 7 del mattino. Per fortuna lo scopro il giorno prima della partenza, ho così modo di organizzarmi diversamente. In piazza stazionano dei pulmini grandi e moderni ma noi siamo troppi pochi per riempirne uno. "El Pirata" (uno dei proprietari, in piazza è conosciuto con questo nome) vuole 1000 pesos, ha 14 posti. Buon prezzo, ma noi siamo in 6. Raggiungo un semaforo e mi metto a fermare tutti i pulmini che passano. Dopo pochissimo tempo trovo Cristino (cel. 01985-88560), che accetta di portarci a Chiquilà per 600 pesos totali. Potete anche chiamare il fratello di Cristino, Miguel (cel. 01985-8526637).
Arriviamo a Chiquilà alle 17. Per andare ad isla Holbox c'è un battello che costa 30 pesos pp, sono 25 minuti di traversata. Ecco gli orari (attenzione, potrebbero cambiare in futuro):
Chiquilà - Holbox 6-8-10-12-14-16-17-19.
Holbox - Chiquilà 5-7-9-11-13-15-16-18.
Se arrivate tardi vi tocca contrattare una lancia privata.

Isla Holbox è un vecchio villaggio di pescatori di squali, 1500 abitanti circa. Si trova sulla punta dello Yucatan, non è più mar Caribe ma Golfo del Mexico. E' un'affascinante alternativa per il turista fai da te, per le sue spiagge selvagge e solitarie. Paradiso incontaminato per naturalisti, amanti della pesca sub e ogni tipo di sport acquatico. Non c'è barriera corallina ma da qui, se volete, potete organizzare gite giornaliere a Isla Contoy e Mujeres, sono molto vicine. In estate si può nuotare attaccati agli enormi squali balena, una cosa straordinaria mi hanno detto.
Sull'isola non ci sono automobili, solo qualche mezzo elettrico. Quando arrivate all'imbarcadero troverete ad aspettarvi dei taxi elettrici, una corsa fino al paese costa 5 pesos a persona (bagagli compresi). Se vi va potete anche affittare uno di questi mezzi per girare l'isola a vostro piacimento.
Arriviamo all'hotel La Palapa, prenotato via mail. Un posto eccezionale, proprio in riva al mare. Lo gestiscono Lino e Carmen, due genovesi che si sono trasferiti qui con i loro bambini. In particolare ci colpisce Lino, che ha saputo ricominciare dopo una vita carica di lutti e momenti tragici. I locali lo chiamano Adrenalino, perché non sta mai fermo. Quando arriviamo una mareggiata ha portato un po' di alghe sulla spiaggia e Lino le rastrella via, con passione, come se curasse un giardino. La spiaggia davanti La Palapa, con i suoi gazebo in paglia e la sua sabbia pulita, pare un eden. I vicini, messicani, si tengono le loro alghe.
Lino e Carmen hanno una piccola struttura, 10 camere, ma alcune sono molto grandi e possono ospitare 6 o 7 persone. Altre hanno addirittura la cucina.
Se volete sapere di più su isla Holbox andate sul sito www.islaholbox.com, dove è presente anche una pagina con altre sistemazioni alberghiere.

Isla Holbox
Hotel La PalapaTel/fax 01-984-8752121,
prenotazioni@hotellapalapa.com
www.hotellapalapa.com.
Avenida Morelos 231.Paradisiaco. Bungalow molto accoglienti in riva al mare. Stanze tutte con bagno. Se andate dite che vi mando io.
Peña ColibriSulla piazza principale.Ottime colazioni con liquados di frutta naturale. Molto caro, però.
Cueva de la PirataSulla piazza principale.Ristorante italiano.
Ristorante sulla spiaggiaAlla fine della traversa parallela a quella de La Palapa.Ottimo pesce, specialmente il ceviche. Prezzi contenuti.
Ristorante PellicanoCalle Mariano Escobeda.Molto buono. Poco caro. Specialità pesce alla griglia e patate ripiene. Aperto anche per colazione.
Ristorante ZarabandaAv. Palomino 24Sufficiente.
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Giovedì 1 maggio: Holbox
I tre giorni passati ad Holbox sono meravigliosi, anche grazie a Lino e Carmen. Siamo stati viziati e coccolati. Lino si aggira per la spiaggia a spaccare cocchi per i suoi clienti (ha il terrore che cadano dalle palme, qualche anno fa un vecchietto qui a Holbox morì colpito alla testa da un cocco mentre faceva la siesta). I ragazzi del mio gruppo diventano amaca-dipendenti. Io me ne vado in giro con una delle barche a vela costruite da Lino (piccoli laser con vela da windsurf che però vanno benissimo). Ogni tanto un fenicottero rosa mi passa sulla testa. I pescatori locali tornano con enormi squali catturati a largo (ma non sono pericolosi, qui si può fare tranquillamente il bagno). Hanno il fondo della barca pieno di pesciolini tirati su con le reti: questi sono per gli uccelli. Li aiuto a tirare i pesci in aria: pellicani, cormorani e gabbiani li prendono al volo.


Venerdì 2: Holbox
Riesco a staccare il gruppo dalle amache e portarlo a fare una gita in barca. Ci porta Julio, un giovane amico di Lino. Nei dintorni di isla Holbox c'è da vedere la isla de los pajaros (piena zeppa di uccelli di tutti i tipi), il cenote (è all'aperto, fresca acqua dolce dove fare uno splendido bagno) e la isla de la Pasiòn (avete presente "Laguna Blu"?). La gita dura circa tre ore. Paghiamo a Julio 780 pesos, che comprendono anche il pesce per la nostra cena. Julio ha diverse barche e organizza ogni tipo di gita, comprese quelle a isla Mujeres e Contoy. Contattatelo tramite Lino (che non si prende alcun tipo di commissione).
Nel tardo pomeriggio Julio ci porta a pesca. Mettiamo le lenze in acqua e ci abboccano pesci gatto, corvine, parvi. Grigliamo il tutto sul barbecue di Lino, sulla spiaggia, per una fantastica serata in riva al mare.


Sabato 3: Isla Holbox – ChiquilÀ – Cancan – Mexico City
E' arrivato il momento di lasciare l'isola. Questa sera abbiamo l'aereo da Cancun. Mentre facciamo l'ultimo bagno in mare, Adrenalino attacca sul tetto della capanna più alta la nostra bandiera della pace, che gli abbiamo regalato. E' l'ultimo ricordo che abbiamo di isla Holbox.
Per raggiungere Cancun città, da Chiquilà parte un autobus pubblico alle 14. Poi bisogna contrattare un taxi fino all'aeroporto. Invece di prendere quello noi ci siamo organizzati per conto nostro, acquistando un pacchetto da un conoscente di Lino. Per 1500 pesos totali (25 USD a testa) ci prende all'hotel La Palapa e ci porta all'aeroporto di Cancun. Viaggiamo con un bus da 14 posti nuovissimo, con aria condizionata. Spendiamo un poco di più rispetto al trasporto normale ma possiamo prendere il sole fino alle 16. C'è un amico di Lino che può fare questo servizio a prezzi più vantaggiosi, ma al momento è fuori Holbox. Però riapparirà, in futuro.
L'unico neo del trasporto è che l'autista, per prendere una scorciatoia, ci fa quasi perdere l'aereo. C'è una strada sterrata percorribile in mezz'ora, alla fine un cancello abusivo si apre sull'autostrada. Una deviazione che, a quanto pare, fanno in molti. Peccato che oggi l'uomo che ha le chiavi del cancello (e che si fa pagare il passaggio) sia in vacanza! Dobbiamo perciò rifare la mezz'ora di strada sterrata e ricominciare tutto da capo. L'autista però telefona in aeroporto e avverte che stiamo arrivando. Per fortuna il volo è nazionale, e non ci fanno problemi. Arriviamo comunque mezz'ora prima della partenza del volo. Attenzione alla deviazione quindi, se qualsiasi autista ve la propone dite di no, è un grosso rischio!!!
Arriviamo a Mexico city alle 11, il tempo di prendere i bagagli e chiude la metropolitana. Andiamo in taxi perciò. Il prezzo dei taxi ufficiali è più basso di quello degli abusivi, affidatevi ad una delle compagnie che hanno gli sportelli nell'atrio. Attenzione solo ad una cosa: le tariffe variano a seconda della zona in cui dovete andare ma cercano sempre di farvi pagare quella più alta. Andare dall'aeroporto a Isabel la Católica, in centro, con un taxi molto grande (una specie di pulmino) costa 205 pesos.
Dormiamo ancora all'hotel Hisabel. Ribadisco: molto buono.


Domenica 4: Mexico City – Madrid (notte in aereo)
Con la metro (linea 1 fino al capolinea Pantitlán, poi linea 5 fino a Terminal area, circa 40 minuti ) raggiungiamo l'aeroporto. Lì ci imbarchiamo sul volo Iberia per Madrid.
Una segnalazione per i fumatori: al free shop dell'aeroporto non ci sono sigarette messicane, solo straniere (costo circa 17 USD a stecca).


Lunedì 5 : Madrid - Italia.
Alle 11 atterriamo in Italia, per niente contenti. Saremmo rimasti di più.

Sarita


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Non mi resta, ora, che salutarvi. Spero che questo racconto vi sia utile. Se avete altre cose da chiedermi contattatemi pure . Sarò a vostra disposizione. In cambio delle informazioni contenute in questa relazione vorrei però da voi due favori:
1)salutatemi le persone che vi ho descritto, se le incontrate;
2)al ritorno aggiornatemi sulle novità incontrate durante il viaggio, su come stanno i miei amici e magari segnalatemi eventuali disagi o sorprese che avete avuto con i fornitori di servizi e gli hotel che vi ho indicato. Questa è la seconda volta che faccio questo viaggio ma potrebbe non essere l'ultima e tutte queste informazioni essermi ancora utili.

Grazie e buon viaggio!
Ringrazio Roberto Colombo per alcune fotografie.
Sarita

Written by:
Sarita

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