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Ruta Maya - La parte messicana del percorso.
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Sabato 12 aprile: Italia - Madrid - Città del Mexico (notte in volo).
Inizia l'avventura. Mi sveglio alle 5 del mattino e con Michela (la prima conosciuta dei miei compagni di viaggio, che è venuta la sera prima della partenza a dormire a casa mia) usciamo di casa in direzione aeroporto di Fiumicino. Prima di chiudere lo zainetto ci infilo dentro una bandiera della pace, che può sempre servire, mi dico.
All'aeroporto conosco anche Loredana. In tre trascorreremo una intera giornata a Madrid, per poi riunirci la sera con i tre compagni del nord e prendere l'aereo per Città del Mexico.
Arriviamo a Madrid alle 11 del mattino, i bagagli li abbiamo spediti direttamente in Mexico, così siamo libere di visitare la città. Prendiamo la metro (comodissima ed economica, rispetto al nostro trenino per l'aeroporto) e siamo a plaza Major. Ci giriamo il centro ed andiamo al museo Reyna Sofia ("Guernica" di Picasso dal vivo, mi sembra un sogno!), che è gratis il sabato pomeriggio. Poi scopriamo che c'è un corteo pacifista nel pomeriggio. Abbiamo la bandiera... ma si, andiamo.
La sera, distrutte, aspettiamo all'imbarco del volo gli altri tre. Li troviamo. Siamo 5 donne e un uomo (poverino!).
Domenica 13: - Citta' Del Messico - Teotihuacan - Citta' Del Messico
Arriviamo a Città del Messico. Sono le 6 del mattino. Ritiriamo i bagagli, cambiamo un po' di soldi (il cambio è a 10,50, il migliore che abbiamo trovato) e prendiamo la metropolitana. Non vi fate spaventare dalle dicerie sulla metro di Città del Mexico: non è un buio covo di rapinatori, è un mezzo moderno, veloce ed economico (2 pesos) che collega praticamente ogni punto di questa città immensa. Solo qualche appunto: preferite di norma le vetture di testa e di coda, meno affollate; attenzione agli orari di punta se avete un grosso bagaglio, allora forse vi conviene prendere i mezzi di superficie; calcolate che spesso la distanza tra una fermata e l'altra è molta, anche se sulla cartina sembrano vicinissime; sappiate che si cammina tanto nei sotterranei passando da una linea di metro all'altra, quindi magari si fa prima a fare 10 fermate in più e prendere una linea in meno. L'aeroporto è collegato molto bene con la metro (linea 5, gialla, fermata Terminal area), che chiude a mezzanotte. Un taxi mediamente vi costa 50 pesos a persona, la metro costa 2 pesos. Vedete che conviene?
Arriviamo all'hotel Hisabel, prenotato dall'Italia, ma le nostre camere non sono ancora pronte. Così usciamo a fare un'abbondante colazione. Un'ora dopo torniamo, facciamo una doccia e usciamo di nuovo per andare a Teotihuacan. Si parte dal Terminal Norte, che è raggiungibile con la metro (linea 5, gialla, fermata Autobuses del norte) o con l'autobus che passa per Lazaro Cardenas (più veloce, 2 pesos per persona). Preferiamo questa seconda possibilità. Al terminal compro anche i biglietti della sera successiva per Oaxaca in quanto ho sentito dire che in questa stagione gli autobus sono spesso pieni. Scelgo l'ADO, prima classe a 271 pesos per persona.
Partiamo immediatamente per Teotihuacan, 40 minuti di viaggio in bus di seconda classe (25 pesos solo andata). Gli autobus partono ogni 15 minuti.
Teotihuacan è un sito imponente ma non molto suggestivo a causa dell'aridità del terreno e della piattezza del panorama circostante. Nella "classifica dei siti" fatta dal gruppo è posizionato nella parte bassa (NB la nostra classifica vede al primo posto Tikal, al secondo Copan e concede una menzione speciale a Monte Alban). Tuttavia è davvero grandioso lo spettacolo dalla cima alla piramide della Luna; il terreno circostante è pieno zeppo di montagnole cespugliose, da sotto non ci si fa caso ma da lì la loro forma non lascia adito a dubbi: sotto di esse sono sepolte altrettante piramidi. Vorrei tanto una pala! Non ci sono i soldi per proseguire gli scavi e quelle meraviglie rimangono lì. Molto bello anche il tempio di Quetzalcoatl. Salire sulle piramidi è un po' più faticoso a causa del caldo e dell'altitudine (2200 metri).
Rimaniamo al sito fino alla chiusura (ore 17). Poi prendiamo un taxi (25 pesos totali) che ci porta a prendere l'autobus per la città (18 pesos pp).
Ritorniamo a Città del Messico e con la metro andiamo a cenare a piazza Garibaldi, in uno dei ristorantini della galleria. Poi albergo e nanna. Io non dormo da un paio di giorni.
| Mexico city | |||
| Hotel Hisabel | Tel. 55- 181213 e 211233. hisabel@prodigy.net.mx; www.hotel-isabel.com.mx. | Av. Isabel La Catolica n. 63 (fermata metro omonima). | Ottimo. Centrale, ben collegato. Prenotate via mail contrattando il prezzo. |
| Hotel Avenida | Tel. 55-181007 | Lazaro Cardenas n. 38. | Centrale. Decente. |
| Hotel Meave | Tel. 55- 216712 | av. Meave 6 esq. L. Cardenas | Albergo ad ore, rinvenuto un preservativo usato in una camera. |
| Ristorantini della galleria | piazza Garibaldi | sono tutti uguali, poco più che dei chioschi, ma simpatici | |
| Churrascheria El Moro | Su Lazaro Cardenas | Si mangiano churros, si beve cioccolata di tutti i tipi!!! | |
| Ristoranti del mercado | Dietro Lazaro Cardenas, alla 5a equina | Molto buoni, andate a fiuto | |
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Lunedi' 14: Visita Di Citta' Del Messico – Trasferimento A Oaxaca (notte in bus)
Dedichiamo la giornata alla visita di Città del Mexico. Brevemente vi illustro i monumenti più importanti di questa fantastica città (chi sostiene che è brutta non capisce niente!). Ci si può spostare sia con la metro che con i mezzi di superfici, entrambi rapidi ed economici. Chiedete in giro volta per volta a seconda di dove volete andare.
Al centro della città c'è lo Zocalo, una delle più belle ed antiche piazze del mondo, su cui affacciano la cattedrale, il Palacio Nacional e le rovine della città di Tenoctitlàn. In origine qui sorgeva il mercato azteco. Fu Cortés a decidere che tutto in quel luogo andava distrutto e ricostruito. Così al posto del palazzo di Montezuma fu edificato il Palacio Nacional; vi si può entrare gratuitamente mostrando all'entrata un documento di identità (chiude alle 17). Dentro ci sono gli affreschi di Diego Rivera, tra i quali spiccano La storia del Mexico attraverso il secoli e La lucha de clases. All'interno del palazzo vi è anche l'ottimo allestimento della vita del presidente Benito Juarez.
Su avenida Lazaro Cardenas, praticamente la maggiore arteria della città, c'è il Museo delle Belle Arti, dove sono esposti altri affreschi di Rivera. Si entra gratuitamente se si è studenti o professori e la cosa non vale soltanto per i messicani, vale per tutti. E' l'unica volta che riusciamo ad entrare gratis con le tessere studenti.
Il Museo Nazionale di Antropologia è nel quartiere di Chapultepec (metro 1, rosa). Anche se periodicamente diverse sale sono chiuse (nel 2002 erano chiuse: per le civiltà antiche la sala Maya, quella del golfo del Mexico, la Mesoamerica; per le civiltà contemporanee quelle di Mayas e Oaxaca) la visita è lunga ed interessante, richiede almeno tre ore. E' uno dei migliori musei di questo genere al mondo! Le cose migliori qui esposte sono tutte al piano terra, quello dedicato alle civiltà antiche. Vedrete la Pietra del sol o Tonalphually nella sala azteca (che va visitata per ultima perché è l'ultima cronologicamente), la tomba 104 nella sala Oaxaca (fateci attenzione se poi andrete a Monte Alban) e la ricostruzione del tempio di Quetzalcoatl che abbiamo visitato a Teotihuacan.
Le rovine dell'antica Tlatelolco sono a plaza delle Tres Culturas (linea metro n.3, fermata Tlatelolco). Si entra gratuitamente.
Il santuario di Guadalupe (metro n.6, fermata Villa-Basilica) è da vedere.
Alle 23:30 parte il nostro autobus per Oaxaca, compagnia ADO, lo prendiamo e salutiamo questa grande e affascinante città.
Martedì 15: Oaxaca - Monte Alban – Oaxaca – Monte Alban – Oaxaca - Trasferimento A San Cristobal De Las Casas (notte in bus)
Alle 6 del mattino arriviamo a Oaxaca. Il viaggio è stato tranquillo, abbiamo dormito. Appena arrivati facciamo subito il biglietto della corriera per San Cristobal ma non troviamo posto su quella delle 22:30. Ci tocca partire alle 21. Lasciamo intanto gli zaini al deposito del terminal (costa 5 pesos a bagaglio per tutto il giorno).
Con un bus urbano arriviamo in centro e facciamo colazione in un ristorantino accanto al mercato. Ci rimpinziamo di huevos revueltos e pan cakes. Poi andiamo all'Hotel Meson de Angel (calle Mina), da dove prendiamo il bus per Monte Alban. Costa 24 pesos pp a/r. L'ingresso al sito invece viene 37 pesos. Chiude alle 17.
Monte Alban è un sito piccolo ma veramente suggestivo, edificato in cima ad una montagna. Sembra di essere più vicini al cielo in questo luogo mistico. C'è un canto ininterrotto di uccelli che rompe il silenzio di queste montagne. Purtroppo siamo nella stagione secca e quel verde intenso che tanto mi aveva impressionato l'anno scorso è sparito. Ci dicono che anche il tramonto è speciale ma non possiamo fermarci tanto e quindi torniamo a Oaxaca e visitiamo la città: la cattedrale, la chiesa di Santo Domingo con l'annesso museo (caro e trascurabile) ed il mercado corriente, dove facciamo un aperitivo un po' particolare: Mezcal con il verme e chapulines (cavallette fritte), le due specialità di Oaxaca.
Ceniamo nei pressi del mercado alle 18:30 e alle 21 prendiamo l'autobus per San Cristobal de Las Casas.
Oaxaca:
Restaurant Los Canarios
Tel. 951-5141937
Av. 20 de noviembre (fuori dal mercato).
Molto buono e molto economico.
MercoledÌ 16: San Cristobal De Las Casas. Dopo la notte in bus arriviamo a San Cristobal prima delle 7 del mattino. Ce la facciamo a piedi con gli zaini (10 minuti) fino all'hotel prenotato, la posada Jovel, dove i padroni mi riconoscono (l'anno prima sono stata qui con 20 persone) e mi accolgono calorosamente. Mi fanno trovare le docce pronte, cosa graditissima visto che siamo in giro da due giorni. Se potete fatevi dare le camere con bagno al terzo piano, sono le più belle ed hanno una terrazza con vista su tutta S. Cristobal. Dopo la doccia ce ne andiamo a zonzo per la città e finiamo a visitare casa Na-Bolom (av. Guerriero n.33, tel. 0196781418), dove i precedenti proprietari, i coniugi Blom (un archeologo e una antropologa) raccolsero reperti e libri. La visita, a parte l'interessante film introduttivo, è abbastanza noiosa e alquanto cara (45 pesos pp). Diciamo che non è stata proprio una buona idea. Affamati ci inoltriamo nel mercado e troviamo il comedor di doña Olga (vedi sotto). San Cristobal è diventata una città molto turistica ma se la si guarda bene ha ancora una forte anima india, basta andare nella zona del mercato. Altre cose da vedere sono plaza 31 de mayo (sarebbe lo zocalo), con la bella catedral e Santo Domingo, l'ex convento della fine del '500, davanti al quale è stato allestito un simpatico mercatino in cui, sembra impossibile, riescono a convivere commercianti indios e commercianti fricchettoni di tutto il mondo (tantissimi gli italiani). Nel pomeriggio decidiamo anche di consegnare i diversi chili di medicinali che abbiamo portato dall'Italia ad un medico. Lui si chiama Sergio Castro (tel. 84289), non è un vero medico ma un agronomo e veterinario, abbiamo letto che è una specie di santo, un messicano del nord che è arrivato qui per mettersi a curare gli indios lacandoni, soprattutto gli ustionati. Prendiamo appuntamento con lui, che ci accoglie nella sua casa museo, in calle 20 de novembre. Il signor Castro ci risulta antipatico, non ci da assolutamente soddisfazione per il nostro gesto, ci tratta con sufficienza, da turisti della domenica. Ce ne andiamo un po' offesi ma sulla strada del ritorno conveniamo che si, non potevamo trovare un posto migliore dove lasciare le nostre medicine. In questo caso l'assenza di public relations è garanzia di serietà.
| San Cristobal De Las Casas | |||
| Posada Jovel | tel. 01-967- 6781734 vichidal@hotmail.com | Calle Paniagua 28 | Ottimo. Ha una terrazza stupenda e l'accoglienza è speciale. Dite che vi manda Sarita. |
| Posada Virginia | Tel. 6781116 | Av. Cristobal Colon 1 | Me ne hanno parlato bene. |
| Posada Margherita | Real de Guadalupe 34 | Dispone solo di stanze con bagno in comune. | |
| Comedor Doña Olga | All'interno del mercado, nella zona dei comedores (chiedete). Chiude alle 21. | Assolutamente consigliato. Ottimo il pollo encebollado. E salutatemi Olga e i bambini (Ivan e Ivonne)!!! | |
| Ristorante El Gato Gordo | Calle Madero 28. | Ottimo. A cena andate presto, che poi finisce tutto. | |
| Rist. Maya Pakal | Calle Madero 21 | Buono ma camerieri stressanti. | |
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Giovedì 17: S. Cristobal De Las Casas - Agua Azul - Misol-Ha - Palenque - S. Cristobal De Las Casas
Per l'escursione di oggi ho girato varie agenzie turistiche e valutato anche la soluzione di affittare un combi con autista, che però costava 1500 pesos. In 6 non ci conviene ma per un gruppo già più grande sarebbe una buona soluzione. Il biglietto della corriera pubblica per Palenque (solo andata) costa 100 pesos ma è un po' complicato andare ad Agua Azul ed a Misol Ha con i mezzi pubblici. L'agenzia "Chincultik" (quella delle posada Margherita, economica ed affidabile. Real de Guadalupe 34, tel. 01 967 – 6780957, fax 6787832, agchincultik@hotmail.com. Organizzano anche tour nella selva lacandona e alla laguna Montebello) invece ci propone la gita a 280 pesos a persona, che comprende anche gli ingressi ai tre siti. Il prezzo è conveniente ed accettiamo (un anno fa mi fece pagare 300 pesos, e già era un prezzo competitivo). Attenzione però: la guida non è compresa!
Ci vengono a prendere alla posada alle 6 del mattino con un pulmino nuovo nuovo. Con noi ci sono tre ragazzi messicani. La strada è lunga e tortuosa (sa San Cristobal a Palenque ci sono 4 ore). Ci fermiamo a colazione in un ristorante scelto dall'autista. Purtroppo capitiamo in una giornata festiva e c'è un affollamento incredibile di turisti locali. Fa anche molto caldo e c'è umidità.
Arriviamo ad Agua Azul alle 11 ed è un po' una delusione. Un luogo iperturistico ed affollato. Il fiume si, è bello e facciamo un bel bagno (fa caldissimo) ma ragazzi: Agua Azul è la fiera del lavoro minorile!!! Decine di bambini fanno i lavori più umili e faticosi: spalano fango, trasportano materiali e per pochi pesos con le loro manine puliscono le scarpe infangate delle eleganti turiste statunitensi.
Va un po' meglio a Misol-Ha, dove c'è praticamente solo la cascata. Ci divertiamo a passarci sotto bagnandoci completamente.
Alle 15 arriviamo a Palenque. Il sito e' stupendo, in mezzo alla foresta, ma fa un caldo pazzesco e non ce lo godiamo appieno. Un anno fa (in inverno) avevo visto le rovine immerse nella nebbia ed era ben altro spettacolo.
Arriviamo a San Cristobal alle 21:30 , un po' distrutti.
Venerdì 18: S. Cristobal – S. Juan Chamula – S. Cristobal.
Sveglia alle 9 e colazione alla posada Jovel. Ho precedentemente contattato Ismael Barrios (tel. 6781511), conosciuto nel mio viaggio precedente, che ha dei cavalli per andare a San Juan Chamula. E' un'escursione che potete anche fare dalle agenzie ma che vi costerà molto meno andando direttamente da Ismael (50 pesos contro i 100 delle agenzie).
La gita è semplicemente meravigliosa, i cavalli sono molto tranquilli ma a chi sa andare danno qualcosa di meglio. In più di un'ora arriviamo a San Juan e c'è un'ora e mezza per visitare la famosa chiesa. Dato che è festa c'è il mercato, che normalmente viene allestito solo di domenica: indios provenienti dai vicini villaggi chapanechi vendono frutta, pentole, scarpe... Si paga un biglietto per entrare nella chiesa e non si possono fare foto perché gli indios non si fanno fotografare e anzi chi ci prova viene aggredito da alcuni "buttafuori". Ma, magia delle magie, pagando è possibile fotografare gli indios! Comunque rimane un paesino simpatico.
Torniamo ai cavalli e rifacciamo la strada inversa, che attraversa un bosco, un torrente, una brulla collina, un borgo indio (dove non galoppiamo per paura di travolgere i bambini). Dal maneggio si torna in città con un combi (3 pesos). Chiedo all'autista se il giorno dopo può venirci a prendere alla posada e portarci al terminal del bus.
Se volete potete visitare anche gli altri paesini. Io vi consiglio san Andres Larrainzar. Prendete il combi che parte dal puente Tiboli, a nord, dietro il mercado corriente. E' veramente una gita meravigliosa, in un posto dove non c'è assolutamente nulla a parte il panorama delle montagne, la sua gente, la sua chiesa ed i suoi riti. Non è vero che gli indios sono schivi e violenti, quello è ciò che credono i turisti che visitano solo San Juan Chamula!
Serata in giro per San Cristobal, una città che dimenticheremo difficilmente.
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Written by:
Sarita
Notes: