
Description:
A spasso nel Parco Regionale del Matese guidati da Michele Traversa e dal WWF
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Vette che sfiorano i 2000 metri, orizzonti calcarei di
creste rocciose, pareti per il free climbing e ripide gole,
colline che digradano dolcemente verso la Valle del
Volturno, oasi fluviali ancora intatte.
Siamo nell'Alto Casertano, all'interno del parco regionale
del Matese, una delle aree della Campania più interessanti dal punto di
vista naturalistico. Una zona ancora
selvaggia, a 2.050 metri di quota massima (Monte Miletto)
s. l. m., dominata dal più grande gruppo
montuoso di natura calcarea e dolomitica della regione: il
Massiccio del Matese. Un ambiente naturalistico che sa
ancora sorprendere per i suoi paesaggi intatti, la
vegetazione rigogliosa e diversificata, con sentieri che
percorrono più di 15 vette, itinerari attraverso conche e
laghi carsici ad oltre 1000 mt. di altitudine (tra questi il
Matese, il lago carsico più alto d'Italia), tra faggete,
querce secolari e castagneti, e, nella parte più collinare,
boschi idrofili ed oasi naturali. Per i percorsi di
trekking, dunque non c'è che l'imbarazzo della scelta: oltre
cinquanta sono gli itinerari segnalati dal CAI solo sui
sentieri del Matese con attività che spaziano
dall'escursionismo al canyoning, dalla mountainbike al
birdwatching.
Tra le diverse escursioni del parco, una delle più
interessanti dal punto di vista paesaggistico è senz'altro
la valle dell'Inferno: un vero e proprio cayon di 6 km,
caratterizzato da un'enorme fenditura tra la collina di
Castello del Matese e Monte Muto.Il percorso è piuttosto
impegnativo: è necessaria un'adeguata attrezzatura di corde
di sicurezza, ma incantevole per la presenza di boschi e
rocce carsiche, sorgenti, caverne, grotte e torrenti che
scompaiono attraverso percorsi sotterranei.
Si parte dal Convento di Santa Maria Occorrevole di
Piedimonte Matese, detto anche "la Solitudine", dove inizia
dal sentiero dei Monaci (segnavia 15 G). Dopo aver aggirato
il muro di cinta dell'eremo si gode già di un'ampia
panoramica sulla profonda e selvaggia Valle dell'Inferno.
Costeggiando la Valle di Santa Maria e il Colle del Muto, il
sentiero raggiunge la rupe di Cesalfano a 700 m di quota per
poi scendere, attraverso un percorso a tratti scosceso,
all'inizio di Valle Orsara (450 m circa) nel comune di
Castello del Matese. Qui il paesaggio è straordinario:
splendidi boschi di faggi, intervallati da carpini e lecci,
che diventano habitat naturale di daini e lepri. Se si è
fortunati, alzando gli occhi al cielo e binocolo alla mano
si possono ancora avvistare gli ultimi esemplari dell'aquila
reale che nidificano nella zona. Poco lontano si trova anche
un piccolo fontanile per il rifornimento d'acqua (Partenza
convento m.600 - Alt.massima m.700 - Dislivello in salita
m.100 - In discesa m.300 - Tempo medio percorrenza: h
1,30/2).
Da questo punto in poi la valle si allarga tra i costoni a
strapiombo di Serraiannella (a sinistra) e del Monte Muto (a
destra) con Serra Campo di Fave (m.1029) e Monte Pozzo
dell'Orno (m.1078). Giunti a 620 metri di quota, tra una
vegetazione fitta e corsi d'acqua minori, si trovano nella
valle il resti del Monastero Cistercense, costruito tra il
1.220 e il 1226 dai monaci dell'abbazia di Santa Maria della
Ferrara. Del grandioso complesso sono rimasti solo la torre
che svetta solitaria sulla valle, l'arco d'ingresso ed i
resti delle mura di cinta. Il cammino prosegue per circa
un'ora per giungere, dopo un tratto in salita, al bellissimo
pianoro delle Grassete, un tempo coltivato a granturco e
grano. (Segnavia 14 B - Dislivello: circa 200m.)
Lungo il 14 B, si giunge finalmente nella Valle
dell'Inferno. Il sentiero è davvero suggestivo: due km di
canyon strettissimo, contornato da rupi a strapiombo e
suggestivi salti d'acqua fino alla fragorosa cascata
dell'Acqua Ricciuta, dove termina il percorso. Il sentiero è
molto impegnativo e si consiglia di non farlo senza
un'attrezzatura adeguata e l'aiuto di una guida locale.
Dal fontanile della Valle Orsara si può tornare a Piedimonte
Matese, prendendo la sterrata che conduce alla S.S. 158 e di
lì a Castello Matese, da dove si può scendere o utilizzando
i bus di linea o percorrendo un'antica mulattiera che, in
circa mezz'ora, conduce al Palazzo Ducale di Piedimonte
Matese.
In alternativa in due ore si può proseguire l'itinerario che,
attraversando il primo tratto della Valle dell'Inferno,
conduce alla Sorgente del Torano, nel cuore di Piedimonte
Matese. Anche in questo caso è consigliabile disporre di
un'attrezzatura adeguata e di una guida locale, per le
difficoltà connesse al valico del Malepasso. Quest'ultimo
tratto, seppur difficoltoso, vale la visita, quantomeno per
ammirare la Pintime Jonte: un punto di straordinaria
suggestione, dove i dove i costoni di roccia della valle
sembrano congiungersi l'uno con l'altro. L'escursione
prosegue su un sentiero da poco risistemato per arrivare al
Malepasso; nonostante l'itinerario sia ferrato, è necessario
far ricorso a corde di sicurezza. Superata la principale
difficoltà, si continua lungo il segnavia 14 B. (dislivello
300 metri, tempo di percorrenza 2 ore). Lungo il cammino si
possono ammirare la cascata che scende dall'orlo del
terrazzo di Castello e le pareti di roccia verticale
calcarea, ideali per l'arrampicata sportiva. Proseguendo per
il sentiero si giunge alla sorgente del Torano a Piedimonte,
dove termina l'escursione.
Per chi cerca itinerari meno impegnativi, altro punto di
interesse da non perdere nel Parco, è l'Oasi WWF Le Mortine
(Capriati al Volturno), uno dei boschi igrofili (piante
terrestri situate in ambienti perennemente umidi) meglio
conservati d'Italia, meta ideale per gli appassionati di
birdwatching. L'Oasi è considerata la porta del Parco
regionale: un luogo quasi magico, situato sul corso del
fiume Volturno, a cavallo tra le Mainarde e il Matese, dove
si ritrova una natura rimasta ancora intatta dopo 50 anni.
Il sentiero "energia e natura" è facilmente accessibile e
può essere adatto soprattutto per un'escursione in compagnia
di bambini. Costeggiando il primo tratto si può ammirare una
risorgiva del Volturno, procedendo sull'altra sponda, lungo
il bacino Enel, tra i canneti, è già possibile intravedere
qualche specie. Ma è lungo il sentiero laterale (segnalato)
che si raggiunge l'osservatorio della fauna acquatica per
ammirare il panorama del lago artificiale e dei monti di
Torcino ed osservare l'incredibile varietà di uccelli e
animali presenti sul lago. Vista la posizione dell'oasi
sulle rotte migratorie, la fauna presente è piuttosto
diversificata, soprattutto nelle stagioni del passo: dai
germani reali, alle gallinelle d'acqua, dai porciglioni alle
folaghe e agli svassi maggiori. Numerose pure le specie che
vengono qui a svernare: moriglioni, aironi rossi e cenerini,
fischionie marzaiole. Non mancano i rapaci, come il nibbio
bruno, la poiana, l'astore e il golfo di palude. Il percorso
continua attraversando la radura dello stagno didattico, per
addentrarsi poi nel bosco igrofilo dove si trova un'
autentica esplosione di verde. Uno scenario per molti versi
simile alla foresta amazzonica, con altissimi pioppi, ontani
e salici ed un fitto sottobosco dove le lianose creano da
tronco all'altro intricate ragnatele. Addentrandosi nelle
vicinanze si può osservare anche la flora semisommersa,
presente nei fossi e nei canali che tagliano il bosco
(giunco, sparto, nasturzio e veronica) e i salici di vario
tipo, dal rosso al bianco, al salice da ceste. Si può
completare l'itinerario con la visita al giardino dei
fruttiferi tradizionali del WWF e alle arnie didattiche.
Per informazioni sul territorio:
GAL Alto Casertano - tel. 0823.785869 - www.altocasertano.it
Per escursioni lungo il Matese:
CAI Piedimonte Matese
(Giulia D'Angerio, 0823.784726)
GEM (Dante Tazza, tel. 0823.913134)
Per escursioni nell'OASI WWF "Le Mortine":
WWF Isernia - tel. 0865.904613
Written by:
Michele Traversa
Notes: