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Viaggio in Cambogia
Written by: Ravivaddhana Sisowath

Description:
Un racconto di viaggio attraverso il paese di Sua Altezza Reale il Principe Ravivaddhana Sisowath.

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Il racconto di questo viaggio, che ha tutta l'aria di essere stato indimenticabile, ci è stato gentilmente fornito da Sua Altezza Reale il Principe Ravivaddhana Sisowath, rappresentante per l'Italia del Ministero del Turismo della Cambogia.
Sua Altezza però è cortesemente disponibile a dare informazioni pratiche utili per chi voglia viaggiare nel suo Paese, anche con viaggi meno ... “principeschiâ€?.
Chi volesse può contattarlo al suo .



Carissimi,
Permettetemi di indirizzarvi un messaggio collettivo per raccontarvi le mie vacanze in terra di Cambogia e al tempo stesso per rassicurarvi. No, la Cambogia non è stata danneggiata dal terremoto in Asia meridionale e il cielo è stato radioso per tutto il tempo del nostro soggiorno.
Partito da Roma il 25 dicembre e dopo uno scalo di qualche ora a Kuala Lumpur, sono atterrato a Phnom Phen il 26 dicembre in tarda mattinata.
L'Hotel Royal mi apriva le sue braccia per una pausa salutare e un primo giro della città in compagnia dei miei amici franco-italiani. La graziosa principessa Chansita ci aveva fatto la sorpresa di un delizioso dolce di noce di cocco per festeggiare il mezzo secolo del Conte di Morigerati attorno a un Femme Fatale, coktail leggendario creato dalla bella Jaqueline Kennedy nel 1967, durante la sua visita a Phnom Phen.
Abbiamo poi passato una piacevolissima serata in un ristorante cambogiano tipico, prima di ripartire l'indomani sulla strada si Siem Reap.
Prossimi all'arrivo, la nostra auto prende la strada del tempio di Preah Ko, sul sito di Roluos (IX secolo) e ci arriviamo al tramonto. Là, meraviglia, ci attendeva un buffet di petit fours alla francese e tre bottiglie di champagne Moet et Chandon, le cui bollicine fresche e rilassanti ci permisero di festeggiare il compleanno di Marina e di visitare quel sito affascinante col fasto e la serenità che si convengono a dei visitatori di rango nel Paese di Kambu, grazie Jacques!
Il nostro arrivo in albergo fu all'altezza della nostra visita a Preah Ko: cocktail di benvenuto servito da affascinanti fanciulle in costume tradizionale che ci avvertono garbatamente che abbiamo una mezz'ora per cambiarci, perché ci aspetta una cena-spettacolo, nello scenario del teatro tradizionale dell'Angkor Village,
Apsaras, scimmie mascherate e demoni multicolori ci hanno incantato per un'ora e mezzo, mentre il velo della notte finiva di avvolgerci nella dolcezza di un sonno atteso...


L'indomani, passeggiata a dorso di elefante intorno al Bayon e visita del Pheaminakas e del romantico Preah Palilay, dove le esclamazioni davanti alle radici dei criodendri preludono a un pomeriggio di far niente al bordo di una piscina-nastro lunga duecento metri. Dopo questo, i giorni successivi cominciarono a srotolarsi al ritmo delle varie visite: Kbal Spean e la riviera dai mille lingas, i templi delicatamente cesellati di Banteay Srey e Banteay Samré, il Ta Prohm e la sua atmosfera senza eguali, senza dimenticare le nostre escursioni gastronomiche notturne, in cui le conversazioni si legavano instancabilmente sulla Cambogia di ieri e di oggi, intorno ad una bottiglia di birra di Angkor o di vino rosso francese, miracolosamente giunta fino a noi....




La sera di San Silvestro, dopo un distensivo pomeriggio al bordo della piscina o di visita agli Artigiani di Angkor, le signore si erano messe le loro toilette più eleganti... Alcune avevano persino deciso di inaugurare gli abiti di mussolina e di organza, gioielli della nuova collezione di Romyda Keith, lietamente ornati dai topazi azzurri, ametiste e zaffiri di Pailin,degni testimoni della razzia effettuata qualche giorno prima al negozio del nostro caro Kim Seng, nel boulevard Monivong a Phnom Phen.
Suona mezzanotte, ed è ancora lo champagne (Taittinger, questa volta) che ci accompagna spumeggiando verso queste prime ore del 2005, quando, con rincrescimento, lasciamo Siem Reap e Angkor...
Ringraziamo ancora la nostra guida, Manyl, che con pazienza e professionalità ha risposto a tutte le nostre aspettative e alle domande che talvolta rivangavano ricordi dolorosi di annate tristi.







Quarantacinque minuti di volo e tre ore di strada ed eccoci al bordo del mare, a Sihanoukville dove ci aspetta il grand hotel Sokha. I falsi marmi della grande hall, i leoni dai musi contratti in una smorfia e l'aspetto stanco dei pensionanti del luogo (Ah, i lussuosi festini di Capodanno!!) ci fanno sorridere, ma già il sole ci ammicca con mille fuochi prima di inabissarsi nel blu scuro dei flutti marini di questa baia magica, dove gli innamorati languidi si stringono con tenerezza sotto il fogliame protettore dei fichi banani.
L'indomani, partenza verso un altro paradiso, Kep la Bella... Grazie a Jacques e a Serge che ci hanno aperto le porte della loro villa paradisiaca, scopriamo strada facendo le vestigia della stazione balneare alla moda degli anni '60 e approfittiamo delle gioie del bagno nella loro piscina verde smeraldo bordata da architravi angkoriane con l'effige del Dio Indra sull'elefante tricefalo Airavata.
Un altro tramonto fantasmagorico viene a concludere una giornata ancora una volta passata troppo in fretta, e mentre l'auto ci riporta a Sihanoukville. Mi ricordo l'espressione divertita dei contadini della provincia quando hanno visto questi turisti dal naso lungo e la pelle bianca scendere per venire a fotografare i gamberetti rosa messi a seccare su dei teli di nailon in piena campagna....
A richiesta generale l'ultimo giorno a Sihanoukville fu riservato alla dolce vita alla Khmera... Il pranzo in un ristorante locale giustamente noto, il Kos Po, ci dà il piacere di gustare i succulenti granchi sauté al pepe verde, le cicale di mare, i piccoli squali al vapore e allo zenzero le cui scaglie laccate sono la delizia di Gérard e degli altri amici, che dimenticano in fretta le assiduità lascive delle hostess delle varie birre, entraineuses orientali di nuovo genere....
Il soggiorno a Kompong Som, l'altro nome di Sihanoukville, fu anche caratterizzato da una iniziazione spinta alle gioie del Karaoke nel night-club dell'albergo, che abbiamo colonizzato in compagnia con un simpatico grippo di cinesi di Hong Kong, in cui c'era una bambina di quattro anni, poliglotta e provetta danzatrice di ramvong, che ha stregato il cuore di parecchi con i suoi sorrisi vivaci e la sua grazia birichina.
Ritorno a Phnom Phen, passiamo a Sambath Neary Khmer, il celebre negozio delle persone eleganti della capitale, per comprare dei tagli di seta decorata, i cui colori cangianti ricordano i vivi colori dei loti in fiore e delle alghe verdi e rosse nella luce del sole filtrata dalle onde.... piccola deviazione obbligatoria per il Mercato russo (Psar Tuol Tumpoung) per lo shopping dei regali e ritorno all'albergo per un altro bicchiere all'Elephant Bar, dove il principe Tesso ci aspetta per portarci a pranzo su un battello ancorato sul Quai Sisowath in compagnia di Neak Moneang Sieng Dy, vedette della canzone cambogiana e presentatirce del Sieng Dy Show.
Serata indimenticabile, al ritmo della musica francese degli anni '80, sul fiume Tonlé Sap, da cui ammiriamo le luci del Padiglione Chanchhaya e del Palazzo Reale. Chiudiamo la serata al Lounge, dove il DJ fa l'mpossibile per trovare i successi discografici degli anni '60, e poi rientriamo in albergo, al Royal, sotto gli sguardi divertiti dei valletti in abito tradizionale, che che con deferenza, come sempre, ci aprono le porte all'ingresso.
Il giorno dopo, poiché Brigitte aveva molto insistito per visitare il centro di prigionia e di tortura di Tuol Sleng, prendo il coraggio a due mani per ripartire verso il luogo sinistro dove sono stati martirizzati migliaia di Cambogiani e numerosi membri della mia famiglia.. Lasciamo al Royal Marina e Matilde, che hanno preferito le gioie del bagno al peso di un passato difficile.
Finita la visita di Tuol Sleng, comincio a respirare quando entriamo nel recinto del Palazzo Reale, la Sala del Trono, la Pagoda d'Argento, lo stupa di Sua Maestà la Regina Kossomak, ed eccoci al Museo Nazionale, in compagnia di una Dama-guida, che ci fa morir dal ridere quando evoca « le tavolette di cioccolata » dei muscoli addominali di una statua di Shiva o quando trova un Visnù un po' troppo « grassottello »...

Alle 16.00 in punto abbracciamo la nostra cara Angelica perchè le Linee Aeree vietnamite ce la portano via qualche ora prima della nostra partenza per l'Europa...
Ultima cena in terra cambogiana in un ristorante tipico di Phnom Phen, Khmer Surin, dove le Demoiselles du Mékong, i gamberi giganti e carnosi della Cambogia, incantano i nostri palati, già nostalgici dei nuovi sapori incontrati durante questo viaggio. A questo proposito devo complimentarmi per il coraggio di Brigitte, Matilde e Angelica che hanno sgranocchiato a quattro palmenti un frutto di durian che io, per bravata, gli avevo poco prima presentato in un mercato.
La descrizione della nostra ultima serata non sarebbe completa se non ricordassi la discoteca cambogiana e i nostri primi passi di danza khmera in compagnia di Neak Moneang Sieng Dy e della sempre bella Dy Saveth, la Brigitte Bardot cambogiana.
L'ndomani le Malaysian Airlines ci aspettavano per riportarci verso i nostri rispettivi focolari, e faccio qui un ringraziamento a Jean Louis Duvigneau di Griserie-Paris, che ci ha permesso di viaggiare tutti insieme nel comfort e nella sicurezza di questa nota compagnia.
Un forte abbraccio
Ravi




Cambogia in breve










Il Regno di Cambogia si affaccia sul golfo di Thailandia e confina con la Thailandia a ovest, con il Vietnam ad est, ed il Laos a nord. Il fuso orario rispetto all'Italia e' + 6 ore (+ 5 se in Italia vi e' l'ora legale). Il clima e' tropicale: piovoso durante la stagione monsonica, da maggio a novembre, e secco da dicembre ad aprile. La temperatura subisce variazioni minime durante le stagioni. Il territorio e' per la maggior parte pianeggiante, con rilievi montuosi a sud-est e a nord. Il fiume Mekong, che attraversa il paese, ed il lago Tonle Sap costituiscono una primaria fonte di sussitenza per le popolazioni che vivono lungo le rive.

Politicamente, la Cambogia e' una Monarchia costituzionale recentemente il Sovrano Norodom Sihanouk ormai ottuagenario ha ceduto il trono a His Majesty Preah Bat Samdech Preah Baromneath Norodom Sihamoni, la cerimonia di incoronazione e' stata molto semplice, (come fu quella di His Majesty Preah Bat Samdech Preah Norodom Sihanouk Varman, tenuta a Settembre 1993). Il nuovo re di Cambodia e' stato incoronato il 29 October 2004 con una cerimonia tradizionalissima.

Le elezioni del 1998 hanno dato vita ad un Governo di coalizione presieduto da Samdeck Hun Sen, leader del partito di maggioranza relativa Cambodian People's Party CPP. L'unico partito di opposizione e' il Sam Rainsy Party.

L'economia e' tuttora principalmente basata sull'agricoltura. Le colture piu' diffuse sono riso, tapioca, mais e spezie. I Servizi, ed in particolare il turismo, rappresentano la seconda voce piu' importante del PIL, con una quota del 37%.
Ancora debole la struttura industriale (1/5 del PIL) concentrata soprattutto nei settori della meccanica di base, delle manifatture (tessile, calzature, pellami), della gomma e del tabacco. I principali prodotti esportati sono gomma e legname, importati quelli petroliferi, tessili, e materiale da costruzione. Il principale partner commerciale e' Singapore.
Gli investimenti esteri sono concentrati nel settore manufatturiero e in quello energetico, grazie alla disponibilita' di materie prime e ai bassi costi di manodopera. Il Cambodian Investment Board che opera nell'ambito del Council for the Development of Cambodia ha competenza per la valutazione e l'approvazione degli investimenti esteri. Lo sviluppo delle infrastrutture (trasporto, telecomunicazioni, ecc.) ha priorita' negli interventi governativi e nei finanziamenti esteri. Particolare attenzione e' stata data negli ultimi anni all'industria turistica che presenta grandi potenzialita' di sviluppo.
Principali fornitori: Singapore, Vietnam, Giappone, Australia, Hong Kong, Indonesia, Thailandia
Principali clienti: Singapore, Giappone, Thailandia, Hong Kong, Indonesia, Malesia e Stati Uniti.

Rapporto commerciale con l'Italia

Valori espressi in miliardi di Lire
  1995 1996 1997 1998 1999
Esportazioni (verso l'Italia) 6,5 8,3 15,0 18,7 15,8
Importazioni (dall’Italia) 2,1 34,0 4,5 6,6 10,4
Saldo dell’interscambio: +4,4 -25,7 +10,5 +12,1 +5,4

Principali esportazioni verso l’Italia (Anno: 1999): articoli di abbigliamento, prodotti dell’agricoltura e dell’orticoltura, calzature, manufatti tessili confezionati, legno tagliato, piallato e/o impregnato.
Principali importazioni dall’Italia (Anno: 1999): cuoio, apparecchi per uso domestico, prodotti farmaceutici e chimici, macchine per impieghi speciali, componenti ed accessori per autoveicoli.

Mete turistiche

La capitale Phnom Penh conserva un incontestabile fascino. La maggior parte degli alberghi e' ubicata sulla via principale, la Achar Mean Boulevar. I siti consigliati sono: i Wats (templi-monasteri) tra i quali il Wat Ounalom, il Wat Phnom e il Wat Lang Ka, il palazzo reale Khemarin (Royal Palace) residenza ufficiale del Re, con la spettacolare Pagoda d'Argento (Silver Pagoda) il cui pavimento e' ricoperto da piu' di 5000 lastre di argento, il Museo Nazionale (arte e reperti Khmer) ed il Museo Tuol Sleng, in principio una scuola, trasformato in un carcere campo di sterminio e tortura durante gli anni di repressione dei Khmer rossi e oggi memoria delle atrocita' commesse.

Sito di Angkor Wat e le altre rovine Khmer.

Il principale punto di partenza per le visite ai templi di Angkor Wat e' Siem Reap, esso dispone di una vasta gamma di alberghi: dalle semplici ed economiche "guest-house" agli alberghi a 5 stelle come il Royal d'Angkor, per maggiori informazioni sulle offerte alberghiere e turistiche si possono visionare i siti (in lingua inglese) del Ministero del turismo oltre che il sito www.cambodia-web.net
Angkor Wat e le altre rovine Khmer sono sicuramente la piu' importante attrazione turistica del Paese, e meritano indubbiamente una visita, 3 giorni interi sono il minimo necessario, piuttosto che 5 o 6 giorni per una visita approfondita. Costruito tra il nono ed il tredicesimo secolo d.C., il complesso di Angkor Wat e' una imponente opera architettonica immersa nella giungla, testimonianza del potere imperiale e della spendida arte Khmer. Abbandonato durante il quindicesimo secolo, esso e' stato successivamente sommerso dalla vegetazione tropicale per essere poi riscoperto per il suo valore storico e artistico solo nel diciannovesimo secolo, sicche' la vegetazione avvolge i volti sereni delle statue di Buddha e degli altri monumenti nell'area, da non mancare: il tempio Baphuon, il Phimeanakas, la terrazza degli elefanti, il Ta Phrom e la sua spendida balaustra, il Thommamon, il Preah Khan ed i templi Chau Say Tevoda e Pre Rup.
Dichiarato dall'UNESCO "World Heritage Site", dal 1991 Angkor Wat ha beneficiato di opere di restauro e di pulizia dell'intera area. L'UNESCO assiste le istituzioni locali nell'opera di regolamentazione finalizzata alla salvaguardia e allo sviluppo del sito, in armonia con regole e vincoli ambientali.

Consigli e Suggerimenti

Per eventuali emergenze in loco, oltre a contattare questa Ambasciata, si prega di contattare l'Ambasciata di Francia a Phnom Penh - consulta indirizzo e telefoni qui sotto - che, nel quadro della cooperazione consolare tra Paesi dell'Unione Europea, e' incaricata di fornire assistenza ai cittadini italiani in visita in Cambogia:

Ambassade de France

1 Bd Monivong
Tel: (+855) 23 430 020 (da fuori Paese), 023 430 020 (localmente);
Télécopie: (+855) 23 430 041 (da fuori Paese), 023 430 041 (localmente)
E-mail: ambafrance@online.com.kh

Regolamenti e Visti

Tutti i visitatori che entrano in Cambogia devono possedere un passaporto valido, di validita' residua superiore a 6 mesi. E' richiesto il visto, ottenibile tramite prenotazione di viaggi organizzati da agenzie autorizzate. Visti individuali, per brevi permanenze, sono rilasciati, previo pagamento di una tassa (circa 20 dollari US), direttamente presso gli aeroporti internazionali di Phnom Penh e Siem Reap. Si suggerisce a tal fine di portare con se' 2 foto tessera.
Shopping. E' possibile acquistare souvenir e articoli vari oltre a tipici capi di abbigliamento locale.

Relazioni con l’Italia

Le relazioni tra Italia e Cambogia sono in genere cordiali, anche se caratterizzate dall’assenza di temi rilevanti su cui articolare un dialogo politico di ampio respiro.
Non vi sono state visite ufficiali negli ultimi anni.

Emigrazione e tematiche sociali
Gli italiani residenti in Cambogia sono soltanto alcune decine. Tenuto conto dell’esiguita’ della comunita’ italiana, non si rilevano particolari problematiche ad essa relative.

In campo culturale vi e' attualmente in corso una collaborazione con l'Universita' di Phnom Penh per ricerche e scambi nel settore della danza tradizionale.

Progammi di cooperazione e Ong italiane
L'Italia, oltre che aver contribuito al programma UNICEF per la difesa dell'Infanzia con uno stanziamento per il 2002 di oltre 800.000 US$, e' attualmente presente nel Paese con progetti eseguiti da Ong italiane in Cambogia.
Un primo progetto, affidato alla Ong APS (Associazione per la Partecipazione allo Sviluppo) e denominato programma multisettoriale di assistenza alla reintegrazione di profughi nell'area rurale di Kamping Pouy nella provincia di Battambang, e' finalizzato a creare i presupposti per il rimpatrio dalla Thailandia ed il loro successivo reinsediamento in alcuni villaggi dell'area di Battambang di oltre 350.000 profughi cambogiani.
Un'altro progetto, promosso dalle Ong denominato Continenti e' attualmente in svolgimento, si occupa di promuovere attivita' sociali ed educative per i bambini a rischio nell'area.di Angkor Wat e Siem Reap.
Altre Ong italiane sono inoltre presenti attraverso iniziative di cooperazione finanziate dalla Unione Europea nel campo della salute ed in quello sociale. Di particolare rilevanza l'ospedale "Ilaria Alpi" costruito dalla Ong "Emergency" a Battembang per le vittime delle mine. L'ospedale finito nel marzo 1997, ha una capacita' di 80 posti letto ed uno staff di circa 75 medici (di cui 6 internazionali) e 86 paramedici, durante questi anni (come da rapporto di fine 2001) sono stati qui curati 11.604 pazienti.

Written by:
Ravivaddhana Sisowath

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Notes:



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